Cinquantenario

Mario Capanna

Dal 1963 è studente dell’Università Cattolica di Milano, dopo essere stato ammesso al Collegio Augustinianum. Studia filosofia e segue i corsi del professor Emanuele Severino. Nel 1967 inizia la contestazione studentesca ed è espulso dall’Università Cattolica poco prima di laurearsi (il suo relatore avrebbe dovuto essere proprio Severino). Passa alla Statale, dove poi otterrà la laurea in filosofia, diventandone subito il leader studentesco principale. Coordinò le lotte che il Movimento Studentesco effettuò in tutta Italia, ed ebbe violenti scontri con le forze dell’ordine e soprattutto con i militanti dell’estrema destra: rischiò di essere linciato da giovani appartenenti al Movimento Sociale Italiano nel 1969. L’11 marzo 1969 Mario Capanna, insieme ad un gruppo di studenti dell’ateneo milanese, sequestrò in aula il professore Trimarchi e lo sottopose a un processo improvvisato.(1)

Questo pone immediatamente la nascita del movimento in ambito universitario, come del resto

Herbert Marcuse

Negli anni 1968 e 1969 si reca per alcuni mesi in Europa, tenendo lezioni e discussioni con studenti a Berlino, Parigi, Londra e Roma. Con l’inizio del Movimento Studentesco Marcuse diventa uno dei suoi principali interpreti, definendosi Marxista, socialista e Hegeliano. Le sue critiche al capitalismo (specialmente la sua interpretazione di Marx e Freud in Eros e civiltà pubblicato nel 1955) risuonarono con le preoccupazioni del movimento.

« Una confortevole, levigata, ragionevole, democratica non-libertà prevale nella civiltà industriale avanzata, segno del progresso tecnico »

Così Herbert Marcuse inizia la sua opera forse più importante, L’uomo a una dimensione, 1964. È questo un Marcuse più pessimista rispetto ad Eros e civiltà, meno disponibile ad arrendersi ad un ordine sociale che appare totalitario, che permea di sé ogni aspetto della vita dell’individuo e, soprattutto, che ha inglobato anche forze tradizionalmente “anti-sistema” come la classe operaia. In questo modello la vita dell’individuo si riduce al bisogno atavico di produrre e consumare, senza possibilità di resistenza. Marcuse denuncia il carattere fondamentalmente repressivo dalla società industriale avanzata che appiattisce in realtà l’uomo alla dimensione di consumatore, euforico e ottuso, la cui libertà è solo la possibilità di scegliere tra molti prodotti diversi.(2)


  1. https://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Capanna
  2. https://it.wikipedia.org/wiki/Herbert_Marcuse
Annunci

Informazioni su apoforeti

Unione Associazioni Culturali
Questa voce è stata pubblicata in 1968. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Cinquantenario

  1. redattorecapo ha detto:

    <Paolo Gentiloni. Entrato in contatto con il Movimento Studentesco di Mario Capanna, ma dopo la confluenza del leader con un gruppo di militanti nel Partito di Unità Proletaria per il Comunismo Gentiloni partecipa alla fondazione del Movimento Lavoratori per il Socialismo (MLS), gruppo maoista di cui è segretario regionale per il Lazio, fino alla sua unificazione con il PdUP per il Comunismo

  2. apoforeti ha detto:

    La vera “rivolta dei giovani contro i vecchi”, e il loro sistema di potere, di “casta” si direbbe oggi, universitario e politico durò appena sei mesi, dalla fine del 1967 al marzo 1968 – cioè il periodo iniziale di una “contestazione” che si protrasse in Italia, unica nazione europea, per dieci anni e più – prima della “saldatura” (o presunta tale) studenti-operai e della iniziale egemonizzazione da parte del PCI, prima che il tutto cadesse in mano alle frange del comunismo più estremo e radicale, ostile allo stesso partito di origine o riferimento. Era il “partito armato”.

    In quei sei mesi, in cui non vi furono in genere troppe discriminazioni politiche e giovani di destra occupavano le università accanto a giovani di sinistra, oppure si spartivano le facoltà da occupare, ed effettivamente Evola si leggeva accanto a Marcuse pubblicamente e senza ostracismi, si esaurì una illusione, quella appunto che si potessero unire le forze non centriste e non conformi per “contestare” da un lato il regime partitocratico e di centrosinistra imperante dal 1963 (non dimentichiamolo mai: L’Avanti! titolò “Da oggi tutti più liberi”…), dall’altro uno stile ed un modo di pensare “borghesi”. Poi vi fu la decisione ufficiale del MSI di opporsi alle occupazioni e poi vi fu a Roma la cosiddetta “battaglia di Valle Giulia”.
    Gianfranco de Turris
    http://www.barbadillo.it/73754-focus-di-g-deturris-per-il-68-non-e-stato-una-occasione-mancata/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.