Malcolm X

E se c’è una cosa che la cultura occidentale ha perfezionato, è la cooptazione. Forrest Palmer scrive: “Sto scrivendo un post sul blog intitolato ‘Malcolm X in un francobollo.’ È esattamente ciò che si trova qui [http://www.movements.org/pages/team]. Quando a livello locale inizia a muoversi qualcosa che non può essere arrestato, le élite lo accettano, piazzano dei leader selezionati in prima linea per acquietare le masse facendo loro credere di fare comunque qualcosa di ‘rivoluzionario,’ trattano con i ‘leader’ per assicurarsi che cedano allo stato, scendano a compromessi e che tutto rimanga nella situazione attuale o quantomeno che i compromessi siano così diluiti da non cambiare nulla per le masse, ma al contrario rafforzare ancor di più lo Stato. Il miglior esempio di un singolo evento del genere: La Marcia su Washington. In origine una rivolta di massa dei neri, divenuta poi un’innocua passeggiata nel parco mascherata da attivismo. Tutti i discorsi, incluso il ‘grandioso’ monologo I Have a Dream di King dovettero passare il vaglio del governo. Se i loro discorsi non si conformavano a ciò che lo Stato voleva, o li modificavano (John Lewis) oppure non veniva loro permesso di parlare (James Baldwin).”

Malcolm prevedeva che se il disegno di legge sui diritti civili non fosse stato approvato, ci sarebbe stata una marcia su Washington nel 1964. A differenza della marcia su Washington nel 1963, che era stata pacifica e all’insegna dell’integrazione, la marcia che Malcolm immaginava per il 1964 sarebbe stata un ‘esercito non-violento’ di soli neri con biglietti di sola andata.” [Wikipedia, a proposito di Malcolm X ed il suo discorso The Ballot or the Bullet.]

Così stanno le cose.  Malcolm X fu assassinato il 21 febbraio 1965. E mentre i nostri fratelli e sorelle in Africa, in Medio Oriente e nel Sud del mondo continuano ad essere pesantemente sfruttati o annientati del tutto dalle forze imperialiste, il movimento non è mai stato più docile. Cinquecento dollari al giorno per una vacanza al Summit di Rio+20 non sono mai stati accettati con più facilità dai pochi eletti a far parte del circolo allo champagne. E con un’amministrazione tutta democratica ed un presidente afroamericano alla Casa Bianca, per l’attuale movimento per i diritti civili e per le organizzazioni dominanti di sinistra non è mai stato più facile tacere, mentre ben poche critiche sono mosse dalla società civile che essi, auto-proclamandosi, rivendicano falsamente di rappresentare.

http://vocidallestero.it/2017/03/08/avaaz-ruffiani-imperialisti-del-militarismo-protettori-delloligarchia-fidati-mediatori-di-guerra/

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